Comacchio, in breve
Comacchio (Cmâc' [kˈmaːtʃ] in dialetto comacchiese) è un comune italiano di 22 014 abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. Situata nel territorio del delta del Po, tra valli e lagune costiere dell’alto Adriatico, la città ebbe origine come insediamento lagunare sviluppatosi su più isole. Nel corso della storia fu un importante centro commerciale e marittimo dell’Adriatico settentrionale, legato in particolare alla navigazione interna, alla produzione del sale e alla pesca. Il centro storico conserva un sistema di canali e ponti che caratterizza l’impianto urbano originario.
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Nell'Età del Ferro la linea di costa si trovava a circa 5 km ad ovest del luogo dove sarebbe poi sorto il centro abitato. Il litorale non era molto distante dal sito della città etrusca di Spina. In età romana imperiale l'avanzamento della linea di costa verso est produsse un'ampia laguna. Inizialmente disabitata, fu colonizzata dagli abitanti dei dintorni come luogo di rifugio dalle pericolose incursioni dei popoli barbari. Furono colonizzate per prime tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatesi dall'intersecarsi della foce dell'antico corso del Po col mare. Il centro abitato vero e proprio ebbe quasi certamente origine da un castrum posto tra il VII e l'VIII secolo su un ramo terminale del delta del Po.
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Duomo di Comacchio, intitolato a San Cassiano, risalente all'VIII secolo d.C., comprendeva, in origine, tre navate, mentre oggi ha un'unica navata con dodici cappelle laterali. Al suo fianco si erge la torre campanaria. Monastero di Santa Maria in Padovetere (nella Valle Pega) Santuario di Santa Maria in Aula Regia (X secolo) Chiesa della Madonna del Rosario Chiesa di San Giuseppe in Bosco Eliceo Chiesa dell'Immacolata Concezione della Beata Maria Vergine a Porto Garibaldi Chiesa dei Caduti o del Suffragio (1644) I ponti sono l'elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre. Complesso architettonico dei Trepponti.
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Museo Delta Antico: allestito all'ex Ospedale degli infermi, espone oltre a molti altri reperti, il carico della nave romana Fortuna Maris, precedentemente esposto a Palazzo Bellini nel Museo della Nave Romana. Il relitto della nave era stato ritrovato nel 1981 nei pressi di Comacchio. In esso sono state rinvenute anfore, bicchieri, coppe e balsamari oltre ad attrezzi per la manutenzione della nave e per il commercio e oggetti per la preparazione del cibo a bordo. Museo della Manifattura dei Marinati: museo dedicato al ciclo di lavorazione di anguille e acquadelle, centro visite e stabilimento di trasformazione dei prodotti ittici locali.
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L'anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio è presidio Slow Food; Focaccia alla zucca violina; Ciambellini comacchiesi (piccole ciambelle di pane ferrarese); Topino d'Ognissanti (un biscottino a forma di topo che viene preparato i primi due giorni di novembre, con lo stesso impasto dei "buratelli dolci").
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Le principali attività sono attualmente connesse al turismo, soprattutto estivo nei suoi sette lidi, alla pesca commerciale, alla vallicoltura e, nel passato, della produzione del sale il cui commercio costituì motivo di aspre contese con la Serenissima Repubblica di Venezia. Molto importante anche l'attività legata alla manifattura delle anguille marinate. Comacchio è apprezzata, sul piano del turismo, per aver mantenute intatte nel tempo buona parte delle proprie caratteristiche architettoniche caratterizzate dalla presenza di canali, palazzi antichi e di ponti monumentali (il più caratteristico dei quali è quello di Trepponti) che le conferiscono l'aspetto tipico delle città lagunari che si trovano più a nord, ad esempio Chioggia e altre città della laguna veneta.
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Nata come città lagunare, l'insularità di Comacchio ha avuto fine nel 1821, quando venne costruito il terrapieno stradale che la collega ad Ostellato. Nel territorio comunale sfociano nel mare adriatico due corsi d'acqua: il Migliarino a Porto Garibaldi e il Po di Volano a Lido di Volano, entrambi facenti parte dell'ex ramo deltizio del fiume Po. Classificazione climatica: zona E, 2400 GR/G. Insieme a Goro e Codigoro rappresenta uno dei tre soli comuni costieri della regione storica d'Emilia.
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