Portomaggiore, in breve
Portomaggiore (Portmagiòr in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 12 538 abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. È capoluogo dell'Unione dei comuni Valli e Delizie.
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Il primo documento scritto relativo alla città è una carta d'enfiteusi scritta da Regimbaldo di Santa Maria in Palazzolo del 955. Lo scritto tratta la descrizione morfologica delle terre comprese nella Pieve di Santa Maria in Porto e, nonostante non sia ancora utilizzato l'attributo "maggiore" tutti gli storici sono concordi nell'affermare che si trattasse proprio del centro odierno. Il toponimo moderno si avrà solo nel 1249. La terra di Portomaggiore fu a lungo contesa tra i poteri arcivescovili ravennati e quelli ferraresi. Nel 1119 l'imperatore Arrigo VI promulgò un diploma con il quale venne spostato il confine ferrarese fino alla Fossa di Bosio, comprendendo anche Portomaggiore.
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Chiesa di Santa Maria Assunta Chiesa di San Giorgio Martire nella frazione di Gambulaga Chiesa di San Sisto II Papa nella frazione di Runco Chiesa di San Clemente nella frazione di Portoverrara Chiesa di San Martino nella frazione di Maiero Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di sandolo Chiesa di Sant'Andrea Apostolo nella frazione di Ripapersico Chiesa dei Santi Giacomo e Sebastiano nella frazione di Portorotta Santuario "Beata Vergine di Pompei" nella frazione di Portorotta Delizia Estense del Verginese Monumento importante del comune è la Delizia del Verginese, castello ubicato nella frazione di Gambulaga a circa 6 chilometri dal capoluogo.
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Portomaggiore è la zona di origine della salama da sugo, un insaccato fatto con fegato, lingua e altre parti del maiale insaccate nella vescica. Altre specialità gastronomiche del portuense sono il cotechino (a rafforzare una tradizione della lavorazione della carne di suino), i cappellacci di zucca ed il risotto di zucca. Influenze della cucina della vicina Romagna si possono vedere nell'uso della piadina e del vino Sangiovese. Notevole è la produzione di prodotti ortofrutticoli nel portuense, il terreno fertile e torboso permette la coltivazione di ottime qualità di frutta, esportate in tutto il territorio italiano: tra i più apprezzati troviamo i meloni, i fichi e le angurie.
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L'agricoltura (coltivazioni cerealicole e frutticole), sulla cui economia si è sempre appoggiato storicamente il tessuto locale, sul finire del XX secolo ha visto perdere progressivamente importanza a favore di terziario avanzato e piccola attività manifatturiera, con conseguente sviluppo di attività industriali ed artigianali. Portomaggiore comunque è luogo di nascita di aziende storiche del settore agricolo/commerciale. Nel 1905 vi nacque l'industria Fabbri, trasferitasi poi a Bologna, che divenne famosa per le conserve e l'Amarena Fabbri, suo simbolo nel mondo.
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Cittadina i cui primi insediamenti risalgono al XII secolo, sviluppatasi in una terra strappata alla antica palude delle valli del Mezzano sugli argini di antichi rami del fiume Po. Classificazione climatica: zona E, 2272 GG
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